Ho intervistato per YOUng ai Thegiornalisti, band emergente romana di grande talento. Qui potete leggere il testo.
sabato 3 marzo 2012
venerdì 2 marzo 2012
FalloDischi - Gazebo Penguins - Il Concerto
Oggi e domani (2 e 3 marzo) Fallodischi, etichetta indipendente, celebra il suo compleanno con due serate al Sudterranea Club e al Mamamu (entrabi club di Napoli). Se vi fa piacere passare, io sarò lì. Stasera la special guest saranno i Gazebo Penguins, band emiliana che ultimamente sta collaborando spesso con ICani. Questo è il programma dell'evento. Enjoy!
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99 Posse - Cattivi guagliuni - La recensione
Recensione dell'ultimo album dei 99 Posse "Cattivi guagliuni" per FreakOut Magazine.
Ammettiamolo: quello dei 99 Posse era uno dei ritorni più attesi dell’anno. C’era una grande trepidazione, sia da parte dei fan che della critica, fondamentalmente perché i tempi si sono evoluti e negli ultimi dieci anni questi (ex) ragazzi napoletani ne hanno viste di cose. Problemi di droga, membri che se ne vanno, scioglimenti, reunion, condanne, dilemmi musicali e personali… tarantelle pe campà, insomma. Questo nuovo disco ha un titolo azzecatissimo “Cattivi Guaglioni” e arriva esattamente dopo dieci anni dall’ultimo lavoro discografico, un parto molto lungo, certo ma ne è valsa assolutamente la pena.
Sono venute fuori quindici tracce di alto livello, in puro stile 99 Posse ma senza nostalgia dei tempi che furono. Nella tracklist spiccano brani come il citato (tra le righe) “Tarantelle pe campà”, in cui compare anche Caparezza, che non è il solo nome illustre a collaborare coi 99, che infatti si avvalgono di Daniele Sepe e Valerio Jovine, come per “Morire tutti i giorni” e la bellissima “Resto umano”.
Da citare è anche “Mò basta”, in cui duettano con una giovane band emergente napoletana, i Fuossera, che in questo pezzo da il meglio di sé. Insomma, i 99 sono tornati e l’hanno fatto in grande stile, non c’è nulla da eccepire e anche chi guardava con sospetto a questo album che veniva fuori dopo così tanto tempo, non potrà che ricredersi. L’unica speranza è che non ci siano ulteriori cambi di rotta all’interno del gruppo, con nuovi scioglimenti e altri dieci anni prima di un nuovo disco.
Sono venute fuori quindici tracce di alto livello, in puro stile 99 Posse ma senza nostalgia dei tempi che furono. Nella tracklist spiccano brani come il citato (tra le righe) “Tarantelle pe campà”, in cui compare anche Caparezza, che non è il solo nome illustre a collaborare coi 99, che infatti si avvalgono di Daniele Sepe e Valerio Jovine, come per “Morire tutti i giorni” e la bellissima “Resto umano”.
Da citare è anche “Mò basta”, in cui duettano con una giovane band emergente napoletana, i Fuossera, che in questo pezzo da il meglio di sé. Insomma, i 99 sono tornati e l’hanno fatto in grande stile, non c’è nulla da eccepire e anche chi guardava con sospetto a questo album che veniva fuori dopo così tanto tempo, non potrà che ricredersi. L’unica speranza è che non ci siano ulteriori cambi di rotta all’interno del gruppo, con nuovi scioglimenti e altri dieci anni prima di un nuovo disco.
La biografia dei Verderna - Intervista a Emiliano Colasanti
Questa è la copertina di "Un mondo del tutto differente: la storia di WOW e dei Verdena", libro-biografia del giornalista e scrittore Emiliano Colasanti. L'ho intervistato in esclusiva per YOUng ed ecco qui cosa mi ha raccontato.
Se siete fan dei Verdena, amerete questo ragazzo e il suo libro. E’ uscito in libreria il 29 febbraio “Un mondo del tutto differente: storia di WOW e dei Verdena”, scritto da Emiliano Colasanti, giornalista esperto di musica, fondatore dell’etichetta musicale 42 Records (è lo scopritore de ICani, per intenderci) ma soprattutto una bella testa. Siccome è un ottimo collega, ho preferito lasciar parlare lui in quest’intervista bella come davvero poche, da leggere tutta d’un fiato, perché merita. Ho un unico appunto: secondo me un duetto tra ICani e Immanuel Casto spaccherebbe.
Non ci posso credere! Finalmente ti intervisto! E tu? Sei contento di essere intervistato proprio da me?
Io sono sempre contento quando m'intervistano, perché sono talmente tanto abituato a fare le domande agli altri che mettermi nei panni di chi riceve questioni mi pare quasi un esercizio di analisi. Ché non è mica facile rispondere.
Comunque sì, sono contento. L'ho già detto?
Comunque sì, sono contento. L'ho già detto?
Prima di parlare del tuo libro che è uscito il 29 febbraio, parliamo di te. Presentati ai nostri lettori e fallo per bene, mi raccomando.
Ciao, mi chiamo Emiliano. Ho trentadue anni, scrivo di musica da quando non ne avevo ancora venti. Ho collaborato con un sacco di riviste, ora scrivo per Rolling Stone, fatto programmi alla radio, fondato un'etichetta discografica. Non ho la patente, non sono bello, ma forse un po' sexy sì.
A proposito… perché la scelta di farlo uscire il 29 febbraio? Non ci credi alla storia “anno bisesto, anno funesto”?
È stato un caso e io credo un sacco al caso. Colpa della neve: il libro doveva uscire il 24, ma le copie sono rimaste bloccate e il distributore ha dovuto slittare. Però mi piace un sacco l'idea di essere uscito con questo libro in un giorno che si ripeterà solo fra quattro anni. Come le Olimpiadi.
Ok, è il momento di parlare del libro che si chiama “Un mondo del tutto differente: la storia di WOW e dei Verdena”. Descrivilo in tre parole, possibilmente connesse l’una all’altra.
Caos. Emotivo. Creativo. Le connessioni ci sono, anche se non si vedono
So che questo tecnicamente non è il tuo esordio letterario, hai già pubblicato in passato ma questo lo definirei il tuo battesimo. Perché hai scelto proprio i Verdena?
Ho pubblicato un racconto su un'antologia per Einaudi Stile Libero e un libro a più mani dedicato ai finali dei film raccontati in modo bislacco. Ma questo è a tutti gli effetti il mio primo vero libro. Quello che sento più mio. E che in qualche modo ha scandito tutto l'ultimo anno. Non ho scelto di scrivere dei Verdena, me l'hanno proposto e ho accettato.
Ho pubblicato un racconto su un'antologia per Einaudi Stile Libero e un libro a più mani dedicato ai finali dei film raccontati in modo bislacco. Ma questo è a tutti gli effetti il mio primo vero libro. Quello che sento più mio. E che in qualche modo ha scandito tutto l'ultimo anno. Non ho scelto di scrivere dei Verdena, me l'hanno proposto e ho accettato.
Ma ti piacciono davvero? I Verdena, dico.
Mi piacciono un sacco. Ho impiegato anni per capirli, ma credo siano davvero un gruppo con una "visione" e un ruolo importante. È facile associare a una certa musica di stampo rock solo un piglio prettamente giovanilista. Ma loro sono molto di più e migliorano col tempo. Come il vino buono.
Mi piacciono un sacco. Ho impiegato anni per capirli, ma credo siano davvero un gruppo con una "visione" e un ruolo importante. È facile associare a una certa musica di stampo rock solo un piglio prettamente giovanilista. Ma loro sono molto di più e migliorano col tempo. Come il vino buono.
Paulo maiora canamus (so anche il latino! Ti ho stupito con effetti speciali?!). Hai anche un’etichetta discografica, la 42 Records, etichetta che ha tra le sue fila band come ICani. Come hai intuito che questa band avrebbe fatto così tanto successo?
Non l'ho intuito. Ci ho sperato ed è successo. Ho fatto il classico ma il latino ormai è piombato in un buco nero del mio cervello e non riesco più a tirarlo fuori.
A proposito de ICani, io li adoro. Mi prometti che cercherai di fargli fare un duetto, un mash-up con Immanuel Casto?
Ehm... fanno quello che vogliono, fortunatamente. E comunque, no.
Ehm... fanno quello che vogliono, fortunatamente. E comunque, no.
Ora che il tuo battesimo letterario è stato compiuto, stai già lavorando a qualcos’altro?
Continuo a scrivere di musica, a curare il mio blog per il sito di GQ e promuovere bella musica con la mia etichetta. Mi piacerebbe fare un altro libro in tempi brevi. Ho un'idea in mente, ma prima devo aspettare di capire che succede con questo.
Continuo a scrivere di musica, a curare il mio blog per il sito di GQ e promuovere bella musica con la mia etichetta. Mi piacerebbe fare un altro libro in tempi brevi. Ho un'idea in mente, ma prima devo aspettare di capire che succede con questo.
Se non avessi fatto quello che fai, quindi parecchie cose, tra l’etichetta e la scrittura, che cosa avresti fatto? Poi se vuoi puoi rigirarmi la domanda!
Sai che non lo so. L'altra sera sono andato a vedere Jovanotti (non menarmi) e ho comprato una maglietta solo per via della frase che c'era scritto sopra: "È questa la vita che sognavo da bambino". E sì, credo proprio sia questa. Con alti e bassi. Ma sono contento così.
Anche perché non credo di poterti rispondere una cosa come: "Il playmaker in NBA".
Anche perché non credo di poterti rispondere una cosa come: "Il playmaker in NBA".
NDR: Se vi interessa, se non facessi la giornalista penso che avrei immolato la mia vita cercando di sposare lui. In effetti, non è ancora detto che non lo faccia.
giovedì 1 marzo 2012
Lucio Dalla è morto
Il cantautore Lucio Dalla è deceduto stroncato da un infarto mentre si trovava per lavoro a Montreux in Svizzera. Qui potrete trovare presto ulteriori aggiornamenti.
My two cents: non mi è mai piaciuto. Ma non biasimate me ma la mia famiglia: quando ero da mio padre si ascoltava solo jazz, mia madre è fan della Nannini e di Patty Pravo, mia sorella maggiore spaziava dalla classica al punk. Capitemi.
Intervista ai Punkreas
Intervista ai Punkreas pubblicata su FreakOut Magazine. Enjoy!
Per presentare i Punkreas non si fa una gran fatica, perché il nome parla da sé. Ultimo (o quasi) baluardo dello ska- punk duro&puro in Italia, il gruppo milanese torna finalmente sulle scene con “Noblesse Oblige”, ottavo album in studio.
Ne è passato di tempo dai loro esordi, ai tempi di “Isterico” ma anche dalle polemiche che li investirono quando nel 2000 firmarono con una major e i fan della prima ora li tacciarono di essersi venduti “al nemico”. Dopo aver parlato con Flaco, chitarrista della band, posso però garantire che, nonostante tutto, i Punkreas sono sempre quelli di un tempo, solo un po’ più chic.
Siete nati nell'89 e ora siamo nel 2012, quasi vicini (come dice anche uno dei vostri ultimi pezzi) alla fine del mondo. Come si sono evoluti i Punkreas negli anni?
Uhm, difficile dirlo... Le evoluzioni si notano meglio dall'esterno. A noi sembra di avere mantenuto lo spirito dell'89. Ci hanno stampato così e non c'è niente da fare. Abbiamo semplicemente cercato di sviluppare e articolare quello che eravamo fin dall'inizio. Sia sul piano strettamente musicale che su quello organizzativo e progettuale.
Da “Paranoia e Potere” a “Noblesse Oblige”, non siete mica diventati radical chic, vero?
No, abbiamo poco in comune con il radical chic, anche se i due termini presi isolatamente non ci dispiacciono. Un po’ radical lo siamo di sicuro, e tutto sommato in questo album non ci dispiace apparire anche un po' chic. Il fatto è che abbiamo passato gli ultimi anni a descrivere e cantare una situazione di sfascio, che per noi era molto evidente. E per anni la critica - musicale e non - ci ha dipinto come i giapponesi nella giungla, quelli che non si erano accorti che la guerra era finita, e che la modernità era dire sempre si e diffondere l'idea che tutto andava benissimo. Adesso che tutti i "tranquillizzatori" di professione si mettono l'elmetto e che anche AlBano scopre la canzone impegnata, noi andiamo un attimo a farci una partita a golf. Ce la siamo meritata.
A proposito di “Noblesse Oblige”, come descrivereste questa vostra ultima fatica discografica?
Fatica è la parola giusta. Non ci abbiamo mai messo così tanto a comporre e registrare un album. La registrazione ha preso 2 mesi interi, tra Milano e Torino. Penso che sia un album che ci rappresenta perfettamente, ma che sorprenderà chi ci ascolta. Quello che c'è è tutto coerente con il nostro stile, ma nel senso che si integra con la nostra storia senza semplicemente ripeterla.
A proposito di lavori e fatiche, come procede il vostro “Canapa Eventi”? Avete qualcosa di nuovo in programma?
No, i lavori di Canapa sono sospesi. Purtroppo non abbiamo le energie per gestire tutto, soprattutto adesso che esce il disco e parte il tour. Resta un discorso aperto che però, fino a che non troveremo dei collaboratori validi e affidabili, resterà confinato ai nostri momenti di pausa o di minor lavoro.
Uhm, difficile dirlo... Le evoluzioni si notano meglio dall'esterno. A noi sembra di avere mantenuto lo spirito dell'89. Ci hanno stampato così e non c'è niente da fare. Abbiamo semplicemente cercato di sviluppare e articolare quello che eravamo fin dall'inizio. Sia sul piano strettamente musicale che su quello organizzativo e progettuale.
Da “Paranoia e Potere” a “Noblesse Oblige”, non siete mica diventati radical chic, vero?
No, abbiamo poco in comune con il radical chic, anche se i due termini presi isolatamente non ci dispiacciono. Un po’ radical lo siamo di sicuro, e tutto sommato in questo album non ci dispiace apparire anche un po' chic. Il fatto è che abbiamo passato gli ultimi anni a descrivere e cantare una situazione di sfascio, che per noi era molto evidente. E per anni la critica - musicale e non - ci ha dipinto come i giapponesi nella giungla, quelli che non si erano accorti che la guerra era finita, e che la modernità era dire sempre si e diffondere l'idea che tutto andava benissimo. Adesso che tutti i "tranquillizzatori" di professione si mettono l'elmetto e che anche AlBano scopre la canzone impegnata, noi andiamo un attimo a farci una partita a golf. Ce la siamo meritata.
A proposito di “Noblesse Oblige”, come descrivereste questa vostra ultima fatica discografica?
Fatica è la parola giusta. Non ci abbiamo mai messo così tanto a comporre e registrare un album. La registrazione ha preso 2 mesi interi, tra Milano e Torino. Penso che sia un album che ci rappresenta perfettamente, ma che sorprenderà chi ci ascolta. Quello che c'è è tutto coerente con il nostro stile, ma nel senso che si integra con la nostra storia senza semplicemente ripeterla.
A proposito di lavori e fatiche, come procede il vostro “Canapa Eventi”? Avete qualcosa di nuovo in programma?
No, i lavori di Canapa sono sospesi. Purtroppo non abbiamo le energie per gestire tutto, soprattutto adesso che esce il disco e parte il tour. Resta un discorso aperto che però, fino a che non troveremo dei collaboratori validi e affidabili, resterà confinato ai nostri momenti di pausa o di minor lavoro.
Che rapporto avete coi social network? Vi piacciono o non fanno per voi?
Oddio, parlo per me. Sostanzialmente non ho proprio rapporti coi social network. Non è una posizione ideologica, assolutamente. E' che non mi viene proprio voglia. Forse sottovaluto le potenzialità. Per fortuna non tutti nel gruppo sono come me e, anche grazie ad alcuni
amici stretti, i social forum dei Punkreas sono piuttosto ben tenuti e aggiornati. Ah, se trovate su FB un profilo Flaco dei Punkreas, sappiate che non sono io. Un pazzo si spaccia per me e continua a
riscrivere pezzi delle nostre canzoni. Così, grazie ai social network, sembro pure un cretino...
Oddio, parlo per me. Sostanzialmente non ho proprio rapporti coi social network. Non è una posizione ideologica, assolutamente. E' che non mi viene proprio voglia. Forse sottovaluto le potenzialità. Per fortuna non tutti nel gruppo sono come me e, anche grazie ad alcuni
amici stretti, i social forum dei Punkreas sono piuttosto ben tenuti e aggiornati. Ah, se trovate su FB un profilo Flaco dei Punkreas, sappiate che non sono io. Un pazzo si spaccia per me e continua a
riscrivere pezzi delle nostre canzoni. Così, grazie ai social network, sembro pure un cretino...
Sono tempi di crisi, come sappiamo oramai tutti. Voi come la state vivendo, da musicisti e da cittadini?
Da musicisti sono anni che per mantenere e migliorare la qualità del nostro lavoro, dobbiamo inventarci modi per contenere i costi. Fortunatamente, a questo giro, la Edel ha creduto in noi e ci ha consentito di lavorare ad altissimi livelli. Dobbiamo ringraziare anche Big Fish, la nostra agenzia, che ci darà il modo di aumentare per il prossimo tour il personale tecnico e anche di portarci in giro per la prima volta un sistema luci tutto per noi. Quindi tutto sommato ci va di lusso! Come cittadini non abbiamo molto da aggiungere a quello che abbiamo cantato negli ultimi anni. Siamo diventati un paese di mentalità mafiosa, dove vige il sopruso, e per di più abbiamo ormai assorbito completamente la psicologia del consumatore compulsivo. Speriamo che i principi democratici siano abbastanza saldi per tornare a mostrarsi a livello di massa e che la crisi promuova solidarietà e collaborazione, anziché pogrom e persecuzioni dei soggetti deboli. Ma non chiedermi di scommeterci soldi. Con la crisi che c'è non mi lancio in scommesse a così alto rischio ....
Bhé, anche Nerone sarebbe stato meglio di Berlusconi, quindi un po’ abbiamo festeggiato. Per il resto avanziamo una piccola proposta: dato che è evidente e socialmente disastrosa la iniqua distribuzione di ricchezze, non sarebbe il caso di tassare pesantemente le eredità, le rendite di posizione e voltare tutto in servizi sociali? Sulla Lega niente da dire: è semplicemente incredibile che per 15 anni abbiamo avuto ministri e parlamentari che come risposta ai problemi della
globalizzazione e della crisi produttiva mondiale, avevano solo qualche pernacchia e il gesto dell'ombrello. Ci rifiutiamo di prenderli sul serio, a prescindere da quanta gente li voti. La canzone
lo dimostra e l'intervento di Zulu è veramente gustoso
Torniamo alla musica. Pensate che in Italia si possa ancora parlare di una realtà alternativa? Oppure reality e affini hanno corrotto tutto?
Penso sinceramente che si tornerà presto a parlare di musica alternativa, anche se l'andamento demografico e il prolungamento dell'età media tende a farci diventare un popolo di casalinghi
videodipendenti. Spero per i prossimi anni in un alto tasso di natalità degli immigrati, e nel riconoscimento come cittadini italiani di tutti i nati i Italia
C’è qualche nuova leva della musica, che sia band o cantautore che vi piace o che seguite?
Oddio, in questi casi si finisce sempre per dimenticare qualcuno. Così in botta mi vengono in mente Pan del Diavolo, Zen Circus, Bud Spencer Blues Explosion, Sick Tamburo (anche se non sono certo di primo pelo).
Cantautori? No grazie!
Domanda di rito: progetti per il futuro? Concerti, collaborazioni?
Concerti tanti, a partire da marzo. Trovate tutto su sito e FB (grazie al fatto che non li gestisco io). E collaborazioni sempre di più: siamo rimasti per anni chiusi su noi stessi, più per timidezza e
insicurezza nei nostri mezzi che per altro. Dopo la collaborazione con Assalti Frontali di qualche tempo fa, si è aperto il vaso di Pandora: Zulù, Bluebeaters, Bonnot ma anche Nema Problema (gruppo di musica balcanica con cui abbiamo fatto una session al Leo), mandolinisti come
Zappalà che ha registrato "Il segreto di Pulcinella". Penso che continueremo a contaminarci: è un'ottima politica. Non solo musicale.
Da musicisti sono anni che per mantenere e migliorare la qualità del nostro lavoro, dobbiamo inventarci modi per contenere i costi. Fortunatamente, a questo giro, la Edel ha creduto in noi e ci ha consentito di lavorare ad altissimi livelli. Dobbiamo ringraziare anche Big Fish, la nostra agenzia, che ci darà il modo di aumentare per il prossimo tour il personale tecnico e anche di portarci in giro per la prima volta un sistema luci tutto per noi. Quindi tutto sommato ci va di lusso! Come cittadini non abbiamo molto da aggiungere a quello che abbiamo cantato negli ultimi anni. Siamo diventati un paese di mentalità mafiosa, dove vige il sopruso, e per di più abbiamo ormai assorbito completamente la psicologia del consumatore compulsivo. Speriamo che i principi democratici siano abbastanza saldi per tornare a mostrarsi a livello di massa e che la crisi promuova solidarietà e collaborazione, anziché pogrom e persecuzioni dei soggetti deboli. Ma non chiedermi di scommeterci soldi. Con la crisi che c'è non mi lancio in scommesse a così alto rischio ....
Bhé, anche Nerone sarebbe stato meglio di Berlusconi, quindi un po’ abbiamo festeggiato. Per il resto avanziamo una piccola proposta: dato che è evidente e socialmente disastrosa la iniqua distribuzione di ricchezze, non sarebbe il caso di tassare pesantemente le eredità, le rendite di posizione e voltare tutto in servizi sociali? Sulla Lega niente da dire: è semplicemente incredibile che per 15 anni abbiamo avuto ministri e parlamentari che come risposta ai problemi della
globalizzazione e della crisi produttiva mondiale, avevano solo qualche pernacchia e il gesto dell'ombrello. Ci rifiutiamo di prenderli sul serio, a prescindere da quanta gente li voti. La canzone
lo dimostra e l'intervento di Zulu è veramente gustoso
Torniamo alla musica. Pensate che in Italia si possa ancora parlare di una realtà alternativa? Oppure reality e affini hanno corrotto tutto?
Penso sinceramente che si tornerà presto a parlare di musica alternativa, anche se l'andamento demografico e il prolungamento dell'età media tende a farci diventare un popolo di casalinghi
videodipendenti. Spero per i prossimi anni in un alto tasso di natalità degli immigrati, e nel riconoscimento come cittadini italiani di tutti i nati i Italia
C’è qualche nuova leva della musica, che sia band o cantautore che vi piace o che seguite?
Oddio, in questi casi si finisce sempre per dimenticare qualcuno. Così in botta mi vengono in mente Pan del Diavolo, Zen Circus, Bud Spencer Blues Explosion, Sick Tamburo (anche se non sono certo di primo pelo).
Cantautori? No grazie!
Domanda di rito: progetti per il futuro? Concerti, collaborazioni?
Concerti tanti, a partire da marzo. Trovate tutto su sito e FB (grazie al fatto che non li gestisco io). E collaborazioni sempre di più: siamo rimasti per anni chiusi su noi stessi, più per timidezza e
insicurezza nei nostri mezzi che per altro. Dopo la collaborazione con Assalti Frontali di qualche tempo fa, si è aperto il vaso di Pandora: Zulù, Bluebeaters, Bonnot ma anche Nema Problema (gruppo di musica balcanica con cui abbiamo fatto una session al Leo), mandolinisti come
Zappalà che ha registrato "Il segreto di Pulcinella". Penso che continueremo a contaminarci: è un'ottima politica. Non solo musicale.
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Sono tornata!
Miei cari!
Finalmente sono tornata. Aggiornerò di nuovo i miei orrori musicali quotidiani con articoli, interviste, recensioni, masturbazioni mentali e quant'altro.
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A prestissimo!
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